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editoriale di Dino Greco del 5 agosto |
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Venerdì 06 Agosto 2010 09:54 |
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Difendiamo Liberazione, bene comune
Che la situazione di Liberazione sia molto, molto difficile credo essere concetto ben chiaro nella testa dei nostri lettori, dei compagni e delle compagne ai quali stiamo chiedendo (e dai quali stiamo in parte già ottenendo) uno sforzo straordinario, principalmente attraverso la diffusione del giornale e la sottoscrizione di nuovi abbonamenti per colmare il deficit previsto per il 2010, così da potere continuare le pubblicazioni.
Di questo stato di cose e delle molteplici ragioni che l'hanno originato abbiamo fornito ampie e dettagliate spiegazioni sulle colonne di questo giornale. Come pure abbiamo dato conto del formidabile processo di risanamento finanziario messo in atto negli ultimi diciotto mesi, reso possibile dall'attivazione dei contratti di solidarietà e da una drastica (e non indolore) riduzione di tutte le voci di spesa. Come è noto - ma sembra sia necessario ribadirlo - il debito di esercizio per l'anno in corso è stimato dalla società editrice in circa 300mila euro: un risultato che ha del miracoloso e che invece - leggo - il Cdr interpreta, incomprensibilmente, come "un nuovo pesante passivo" creatosi nell'esercizio corrente(!). Una performance che, tuttavia, non basta a mettere in sicurezza il giornale perché anche una cifra di così modesta entità non è ripianabile dal partito-editore. Di qui la campagna che abbiamo promosso per raggiungere, entro la fine dell'anno, il pareggio di bilancio.
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Liberazione, il nostro quotidiano |
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Scritto da Administrator
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Giovedì 05 Agosto 2010 09:12 |
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Oggi, giovedì 5 agosto Liberazione è in edicola.
Che cosa è successo in questi giorni?
Qualche link per ricapitolare:
Per dovere di cronaca pubblichiamo un'analisi sulle vendite di Luglio 2010:
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Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Agosto 2010 09:50 |
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documento sugli effetti della manovra economica sulla scuola |
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Scritto da Administrator
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Sabato 19 Giugno 2010 16:00 |
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Pubblichiamo il documento redatto dal dipartimento nazionale "Conoscenza - Settore scuola"
LA SCURE DELLA MANOVRA ECONOMICA SULLA SCUOLA
Nel quadro di una manovra economica improntata alla più dura politica antisociale, la scuola è il settore che paga il prezzo più alto. Nel mirino dei vari governi Berlusconi, per il suo diretto legame con la Costituzione Repubblicana, ora la scuola è fatta oggetto di un vero e proprio accanimento, rivolto tanto contro il suo finanziamento quanto contro il personale - docente, dirigente e ATA – che vi opera. Per capire la natura e la portata dell'attacco, nella scheda che segue sono analizzate tutte le parti del decreto che intervengono sulla scuola. È bene ricordare che questi provvedimenti si aggiungono a quelli previsti dalla controriforma Tremonti-Gelmini e completano il disegno governativo di smantellamento della funzione costituzionale della scuola pubblica.
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Ultimo aggiornamento Sabato 19 Giugno 2010 16:13 |
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i costi della crisi li paghi chi l'ha causata |
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Scritto da Administrator
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Giovedì 27 Maggio 2010 08:55 |
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Documento della Federazione della Sinistra sulla manovra economica del governo
Con una colossale opera di mistificazione della verità, si vuole far credere che la crisi del debito pubblico degli Stati è causata dall’eccesso di spesa pubblica, e in particolare dalla spesa sociale.
Al contrario, la causa risiede nell’enorme ammontare di risorse utilizzate per il salvataggio del sistema finanziario, che torna infatti, anche in Italia, a distribuire lauti dividendi e retribuzioni stratosferiche ai propri dirigenti. Invece di colpire la speculazione, la risposta dei governi è quella preannunciata nei giorni scorsi dalla grande stampa nazionale e internazionale e ribadita dal Fondo Monetario Internazionale: colpire quello che resta del modello sociale europeo. Ancora una volta, la crisi e l’Europa sono utilizzate dalle classi dirigenti e dai governi come pretesto per ridurre il reddito dei lavoratori e i diritti sociali.
Il governo italiano obbedisce a queste richieste e, dopo aver affermato che tutto andava per il meglio, adotta una manovra socialmente iniqua ed economicamente nociva.
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comunicato sulla vicenda Natuzzi |
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Scritto da Administrator
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Mercoledì 26 Maggio 2010 16:39 |
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Il Partito della Rifondazione Comunista esprime serie perplessità circa la definizione dell’Accordo di programma che si va realizzando tra la Natuzzi, parti sociali e Istituzioni.
Il protocollo d’intesa denominato ‘’La strategia della diversificazione’’ sottoscritto il 28 Settembre 2009 presso il Palazzo della Provincia di Bari dai vari Sindaci dei Comuni murgiani, infatti, indicava tutt’altra soluzione per garantire i livelli occupazionali del territorio, prevedendo misure opportune a superare la monocultura del divano attraverso lo strumento dell’Accordo di programma.
Viceversa, ciò che pare si stia concretizzando, è l’attivazione di incentivi e sgravi contributivi in favore del solito Natuzzi. Il titolare dell’omonima azienda, in cambio, non garantirebbe l’assunzione di nuova forza lavoro, bensì, il rientro in produzione di parte dei suoi dipendenti attualmente in CIGS.
In pratica, si danno soldi a Natuzzi affinché faccia ciò che avrebbe dovuto fare già 7 anni fa e con minori costi da parte della collettività.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 26 Maggio 2010 16:42 |
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