| nucleare all'italiana |
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| Scritto da Administrator |
| Lunedì 15 Marzo 2010 16:30 |
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E' stato pubblicato lo scorso 8 marzo il Decreto Legislativo 15 febbraio 2010, n. 31 per i criteri di localizzazione dei siti per le centrali, varato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 10 febbraio. Si apprende da una nota del ministro Scajola che "il Governo italiano sta creando le condizioni necessarie affinchè le imprese possano avviare i lavori per la costruzione della prima centrale nucleare entro il 2013". In sostanza si conferma la tabella di marcia con cui il centro destra, munito di buoni paraocchi, vuole condurre il Paese verso una produzione energetica di dubbio valore economico e ecologico. In nessuna parte del mondo è possibile trovare imprese private che costruiscono centrali nucleari: è sempre lo Stato che si sobbarca questa spesa (recentemente il presidente Obama ha dichiarato che il suo paese investirà 8 miliardi di dollari per la costruzione di due centrali). Considerando lo "stile" italiano nella costruzione di grandi opere e la relativa crescita esponenziale dei costi non c'è da essere allegri! Saltano agli occhi, comunque, i soli sette mesi con cui si è giunti a questo decreto, comparati ai sette anni, da quando si aspettano le Linee Guida sull'Autorizzazione Unica per la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, i cinque anni, da quando si aspetta il Regolamento sui Certificatori Energetici e i due anni e mezzo da quando si aspetta il decreto sul conto energia. Poi, a proposito del nucleare come "energia pulita", nessuno dice tra i suoi sostenitori quanta energia (da fonti fossili) viene utilizzata e quanta CO2 viene emessa durante i dieci anni che servono per costruire e mettere in funzione una centrale nucleare. Vedremo nel dettaglio dove vorranno localizzare gli impianti nucleari, considerando che il territorio italiano a differenza di altri paesi è fortemente a rischio sismico, idrogeologico e anche vulcanico, per non parlare poi dell'idrografia superficiale del nostro paese, cioè i corsi d'acqua, che servono sia per il raffreddamento dei reattori sia per il funzionamento della centrale stessa.
Inoltre, cosa più importante, nel delirio nuclearista italico, e non solo, non si tiene conto di alcuni fattori:
Invece, il ministro dichiara: “L’energia nucleare rappresenta una fonte energetica disponibile su vasta scala e competitiva"!
Alcuni stati stanno utilizzando le vecchie testate delle armi nucleari per alimentare le loro centrali (ad esempio pare che il Giappone stia stipulando intese con gli stati delle repubbliche ex sovietiche) e secondo alcuni commentatori il cambio di linea in politica energetica del Presidente USA Barack Obama è dettato anche dalla necessità di smantellamento di buona parte dell'arsenale atomico americano, oltre che dalle pressioni delle lobbies e da uno scambio con i repubblicani.
Il futuro energetico dell'Italia non è nucleare, nemmeno la cosiddetta quarta generazione che è ancora in fase di ricerca. Se ne facciano una ragione Scajola e i suoi sodali del centro destra pugliese, che per motivi elettorali sostengono che non vogliono centrali in Puglia.
Le cittadine e i cittadini italiani saranno chiamati dinuovo ad esprimere la loro volontà con lo strumento referendario. Il nostro futuro energetico non è fatto di mega impianti, ma di produzione elettrica, da fonti rinnovabili, distribuita sul territorio!
ma.a.
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| Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Agosto 2010 09:04 |



Giovani Comunist@











