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costituzione comitato regionale “SI alle energie rinnovabili NO al nucleare” PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 05 Settembre 2010 11:24

Dopo la felice conclusione della campagna di raccolta firme per il referendum sull’acqua pubblica, in attesa della campagna referendaria vera e propria, continua la mobilitazione a difesa della natura e della salute con la proposta di legge di iniziativa popolare “Sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili e per la salvaguardia del clima”. Come sicuramente saprete, si tratta di una legge a favore delle energie rinnovabili (provando a fermare i processi speculativi che le trasformano in un business) e per la proprietà e gestione pubblica della rete elettrica, presentata da un vasto fronte di associazioni ambientaliste e di partiti di sinistra. Anche se ci siamo appena ripresi dalla fatica della raccolta delle firme per l’acqua, sarebbe opportuno fare un primo incontro per avviare la composizione dei comitati locali, la distribuzione del materiale (moduli e opuscoli informativi) e l’organizzazione della raccolta.

Ultimo aggiornamento Domenica 05 Settembre 2010 11:53
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"ECONOMIA, ENERGIA e AMBIENTE per la PACE" Intervento di Massimo De Santi, Fisico Nucleare PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 26 Agosto 2010 11:02

19 maggio 2010 - Villa Castelli (Brindisi)

Buonasera a tutti. Questa sera parliamo di qualcosa che attiene a una nuova visione del mondo e scopriremo lentamente che si tratta di una vecchia visione del mondo che abbiamo abbandonata nel corso del tempo, quando ci siamo allontanati rapidamente dalla natura da cui abbiamo origine. Noi non siamo null'altro che un frammento di universo in espansione, cioè sostanzialmente siamo un pezzo di natura in evoluzione. Tutte le volte che abbiamo tentato di forzare la mano alla natura abbiamo pagato un prezzo altissimo. E adesso lo stiamo pagando talmente alto che non siamo più in grado di controllare il sistema che infatti ora è impazzito. Vedremo anche se ci sono delle responsabilità precise o se è il frutto del caso. Io concordo con Monod, quando nel suo libro si interrogava sul dilemma: "esiste il caso o la necessità". Credo che a livello evolutivo non ci sia mai il caso, e che nel corso della storia ben precise siano le responsabilità che hanno avuto gli esseri umani. A tal fine farò un ragionamento molto semplice, se vogliamo didattico, incominciando a vedere i termini "economia, ambiente, pace". Dal punto di vista storico, l' ECONOMIA è legata al capitale, che poi nel corso del tempo ha cambiato fisionomia. Oggi, infatti, non esiste più un capitale nel senso classico, esiste quella che si chiama la finanziarizzazione del capitale: non c'è una corrispondenza tra il capitalista di vecchio stile, che tirava fuori i soldi di tasca sua, e i nuovi capitalisti, che usano la finanza per attivare il capitale. Il lavoro nella concezione capitalistica è invece rimasto uguale a quello del tempo degli schiavi. Il lavoro dell'essere umano, dal punto di vista della fisica, è un'energia in azione, quindi lavoro ed energia sono legati tra loro. L'economia poi è stata influenzata progressivamente da altri fattori. Oltre al binomio capitale–lavoro (il classico binomio che ha fatto tanto discutere e scrivere a Karl Marx "Il capitale") abbiamo avuto l'altro parametro della tecnologia e prima ancora della scienza. Ma queste sotto il profilo sociale sono andate a vantaggio di tutta l'umanità o solo di un numero limitato di persone? Studiamo bene il fenomeno e ci rendiamo conto che la tecnologia e soprattutto la conoscenza e la comunicazione del sapere sono andate a vantaggio della massimizzazione del profitto, consentendo l'accumulazione del capitale nel tempo. Quindi la tecnologia che poteva liberare l'uomo dal lavoro, soprattutto la robotica e l'informatica, per assurdo , invece di liberarlo lo hanno reso oggi più schiavo di prima. Questa è la contraddizione che stiamo vivendo nel terzo millennio.

Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Agosto 2010 11:06
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Non esistono le centrali nucleari sicure PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 18 Agosto 2010 09:15

di Massimo De Santi*

L'utilizzo dell'energia nucleare per la produzione di elettricità attraverso le centrali è una modalità intrinsecamente insicura. Insicura perché le centrali nel loro funzionamento emettono una quantità continua di sostanze radioattive e non esiste una dose-soglia di radioattività: anche la minima quantità di radiazioni può provocare tumori, leucemie o mutazioni genetiche. Insicura perché produce sempre scorie ad alto potenziale radioattivo che non sappiamo gestire in modo sicuro e che lasceremmo in eredità all'umanità per migliaia e migliaia di anni. Purtroppo ci sono scienziati che sostengono invece la necessità e anzi di realizzare in Italia almeno un pò di centrali nucleari, affermando che queste servono per ridurre le emissioni di Co2 e quindi l'effetto serra. Ma ciò non è vero, perché per l'approvvigionamento dell'uranio, il suo arricchimento, la costruzione della centrale, i materiali impiegati, lo stoccaggio delle scorie e lo smantellamento dell'impianto occorrerebbe così tanta energia di origine fossile che la Co2 emessa sarebbe paragonabile a quella di una centrale a carbone.

Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Agosto 2010 09:04
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editoriale di Dino Greco del 5 agosto PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 06 Agosto 2010 09:54

Difendiamo Liberazione, bene comune

Che la situazione di Liberazione sia molto, molto difficile credo essere concetto ben chiaro nella testa dei nostri lettori, dei compagni e delle compagne ai quali stiamo chiedendo (e dai quali stiamo in parte già ottenendo) uno sforzo straordinario, principalmente attraverso la diffusione del giornale e la sottoscrizione di nuovi abbonamenti per colmare il deficit previsto per il 2010, così da potere continuare le pubblicazioni.
Di questo stato di cose e delle molteplici ragioni che l'hanno originato abbiamo fornito ampie e dettagliate spiegazioni sulle colonne di questo giornale. Come pure abbiamo dato conto del formidabile processo di risanamento finanziario messo in atto negli ultimi diciotto mesi, reso possibile dall'attivazione dei contratti di solidarietà e da una drastica (e non indolore) riduzione di tutte le voci di spesa. Come è noto - ma sembra sia necessario ribadirlo - il debito di esercizio per l'anno in corso è stimato dalla società editrice in circa 300mila euro: un risultato che ha del miracoloso e che invece - leggo - il Cdr interpreta, incomprensibilmente, come "un nuovo pesante passivo" creatosi nell'esercizio corrente(!). Una performance che, tuttavia, non basta a mettere in sicurezza il giornale perché anche una cifra di così modesta entità non è ripianabile dal partito-editore. Di qui la campagna che abbiamo promosso per raggiungere, entro la fine dell'anno, il pareggio di bilancio.

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Liberazione, il nostro quotidiano PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 05 Agosto 2010 09:12

Oggi, giovedì 5 agosto Liberazione è in edicola.

Che cosa è successo in questi giorni?

Qualche link per ricapitolare:

 

 

Per dovere di cronaca pubblichiamo un'analisi sulle vendite di Luglio 2010:

Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Agosto 2010 09:50
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