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comunicato sulla vicenda Natuzzi PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 26 Maggio 2010 16:39

Il Partito della Rifondazione Comunista esprime serie perplessità circa la definizione dell’Accordo di programma che si va realizzando tra la Natuzzi, parti sociali e Istituzioni.

Il protocollo d’intesa denominato ‘’La strategia della diversificazione’’ sottoscritto il 28 Settembre 2009 presso il Palazzo della Provincia di Bari dai vari Sindaci dei Comuni murgiani, infatti, indicava tutt’altra soluzione per garantire i livelli occupazionali del territorio, prevedendo misure opportune a superare la monocultura del divano attraverso lo strumento dell’Accordo di programma.

Viceversa, ciò che pare si stia concretizzando, è l’attivazione di incentivi e sgravi contributivi in favore del solito Natuzzi. Il titolare dell’omonima azienda, in cambio, non garantirebbe l’assunzione di nuova forza lavoro, bensì, il rientro in produzione di parte dei suoi dipendenti attualmente in CIGS.

In pratica, si danno soldi a Natuzzi affinché faccia ciò che avrebbe dovuto fare già 7 anni fa e con minori costi da parte della collettività.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 26 Maggio 2010 16:42
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2 Giugno: Giù le mani dalla Costituzione PDF Stampa E-mail
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Martedì 25 Maggio 2010 10:02

Bari 2 giugno dalle ore 9.30 alle 13.00, ingresso principale del Parco 2 giugno: iniziativa federazione della sinistra a sostegno della costituzione, contro il federalismo, contro la manovra finanziaria del governo berlusconi.

Distribuzione di diecimila copie della carta costitizionale a Bari e nei comuni della provincia: Monopoli, Noci, Cassano Murge, Casamassima, Corato, Altamura, Bari San Paolo-Modugno, Molfetta (in questo caso dentro la manifestazione serale organizzata dal Comitato cittadino in difesa della Costituzione).

Ultimo aggiornamento Martedì 25 Maggio 2010 10:13
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Nota PRC Puglia su mobilitazione Università PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 18 Maggio 2010 21:25

E’ in atto una vera e propria aggressione alla cultura: i tagli alla scuola, all’università, alla ricerca non sono solo un attacco ai diritti di migliaia di lavoratori e studenti; essi sono il frutto di una politica che vuole umiliare la conoscenza e privatizzare i luoghi dove si costruisce il pensiero critico.

Ai disastri delle leggi finanziarie, i cui effetti non sono ancora tutti compiuti, si aggiungono le responsabilità della cattiva gestione dei singoli atenei, le conseguenze economiche e morali degli sprechi e delle baronie.

A Bari, da settimane, gli studenti sono mobilitati contro una politica che intende scaricare sulle loro spalle buona parte del buco di bilancio: a pagare sarebbero i danneggiati, non i responsabili.

Gli studenti stanno difendendo, con radicalità e progettualità, un patrimonio, l’università pubblica, che appartiene all’intera collettività: la loro lotta ci riguarda.

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Posizione del PRC-SE Puglia sullo sgombero del CSOA Cloro Rosso di Taranto PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 24 Maggio 2010 08:56

Ieri abbiamo appreso con sconcerto della firma da parte del Sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno, dell’ordinanza di sgombero del CSOA Cloro Rosso. Il nostro sconcerto è dettato da tre ordini di motivi: il primo è di carattere squisitamente politico, e cioè non ci può sembrare ragionevole il fatto che un sindaco di sinistra, nella “Puglia Migliore”, decida che vada chiuso, con un atto violento, un’esperienza, forse l’unica a Taranto, di partecipazione democratica, di costruzione sociale di senso e di produzione culturale alternativa, tutti argomenti che dovrebbero essere non solo propri ma persino prioritari per la Sinistra, in modo particolare quando questa governa e ha la responsabilità di costruire e tutelare l’“altro mondo possibile”, non tradendo il proprio mandato storico. Il secondo ordine di ragioni è per così dire di scelta delle priorità. Può oggi il sindaco di Taranto, la città dell’Ilva, dei veleni che questa ancora riversa sulla popolazione, la città dei morti di lavoro, la città del dissesto economico lasciato dal governo precedente, riversare la propria “energia amministrativa” sulla chiusura del Cloro Rosso? Noi riteniamo di no. E il nostro dissenso deriva anche dal fatto che il lavoro degli attivisti del Cloro Rosso ci è sembrato, in questi due anni, un lavoro svolto per il bene comune, per l’inclusione sociale nelle periferie degradate, per l’ambiente e per l’antifascismo come valore universale e non solo storico. Tutto ciò non può non rappresentare un bagaglio fondamentale ed irrinunciabile per la città di Taranto. Infine il terzo motivo ci sembra banalmente dettato dal buon senso; e ha a che fare direttamente con ciò che i ragazzi e le ragazze del Cloro Rosso producono nella periferia di Taranto. La palestra popolare, la biblioteca, i concerti, le mostre, gli spettacoli e gli oltre duecento eventi organizzati in due anni rappresentano, per quell’area abbandonata al degrado sociale, linfa vitale. Svolgono un’azione importantissima di inclusione sociale, al punto da rischiare la propria vita (ricordiamo tutti quello che è successo a Claudio o a Riccardo; e ricordiamo la solidarietà espressa da tutti, ad incominciare dal sindaco in quell’occasione). Per questo motivo riteniamo vadano persino portati ad esempio di determinazione, coraggio e coerenza, non di certo sgomberati.

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comunicato sulla vicenda scuole materne di Bari PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 08 Maggio 2010 11:03

Scuole dell’infanzia a pagamento???? Non scherziamo!

Su “La Repubblica” del 4 maggio u.s. leggiamo un articolo dal titolo “Scuola materna pubblica, ma a pagamento”, il cui contenuto lascia davvero interdetti. Il Comune di Bari, oltre che decidere di aumentare il ticket per la mensa degli istituti baresi e le rette degli asili nido, si appresterebbe a valutare l’eventualità di introdurre una retta nelle scuole materne comunali, su proposta dei rappresentanti delle scuole private. Se abbiamo capito bene, le scuole private fanno un salto di qualità: chiedono l’aumento dei finanziamenti a carico del bilancio civico e dettano persino la linea che il Comune deve adottare rispetto alle scuole pubbliche che gestisce. Lo chiamano Welfare integrato??!!

Trascurando il “dettaglio” dell’art. 33 della Costituzione, ci chiediamo se sia accettabile che i cittadini “paghino” anche la frequenza alla scuola dell’infanzia comunale (e quella statale no?). Il fatto che non sia obbligatoria non vuol dire che non sia un diritto dei bambini e delle bambine.

Ultimo aggiornamento Sabato 08 Maggio 2010 11:14
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