| comunicato stampa federazione provinciale PRC Bari su acqua e beni comuni |
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| Scritto da Administrator |
| Venerdì 23 Luglio 2010 16:56 |
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Sono passati solo tre giorni da quando sono state depositate in Cassazione le firme di un milione e quattrocentomila cittadini, delle quali più di quarantamila della provincia di Bari, che chiedono di togliere i servizi idrici dal mercato e il profitto dall'acqua, attraverso tre referendum. Questa è la risposta del Governo Berlusconi e del Ministro Tremonti: una ulteriore accelerazione all'attuazione dei decreti di privatizzazione. Ma il signor Tremonti dà il meglio di se in due passaggi delle sue dichiarazioni: "Gli accordi sull'acqua sono frutto di un trattato europeo, e quindi sono inseriti in un sistema di vincoli internazionali" e "il referendum e' falso come contebuto ideologico e non e' cristallino come l'acqua, che e' pubblica".
A noi risulta che l'Unione Europea lascia liberi gli Stati membri di legiferare in materia di servizi pubblici e il decreto del suo collega ministro, Ronchi, su tale argomento è così poco chiaro che nel richiamarsi a norme comunitarie, non ne cita in effetti nemmeno una (e come potrebbe dato che non ce ne sono?) Ribadiamo ancora una volta che la vasta coalizione, di cui Rifondazione Comunista è stata parte, che ha raccolto le firme per i tre referendum lo ha fatto su contenuti chiari: che il servizio idrico non sia consegnato alle società per azioni e che dunque non ci siano profitti su di esso. Il ministro Tremonti, e suoi colleghi invece, distribuiscono confusione blaterando di un'acqua pubblica, che non potrà mai esserlo dato che con le loro leggi il monopolio sarà nelle mani dei privati. Noi, l'acqua di Tremonti non la beviamo! Federazione provinciale di Bari del PRC 23 luglio 2010 |
| Ultimo aggiornamento Venerdì 23 Luglio 2010 17:12 |



Nella giornata di ieri, giovedì 22 luglio, il Consiglio dei Ministri ha approvato il regolamento per l'affidamento dei servizi pubblici locali, cioè di questi, viene regolamentata la messa sul mercato, la privatizzazione, dato che la parte pubblica dovrà limitarsi al 40% entro il 2013.
Giovani Comunist@











